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Fico d’india siciliano: curiosità, benefici e impieghi

La terra madre del fico d’india è il Messico. Nell’antichità veniva considerato dagli Aztechi come una pianta sacra. 

Il frutto appare per la prima volta in Europa intorno al 1493 con il ritorno di Cristoforo Colombo.

La pianta cresce in zone anche molto aride e riesce a resistere a temperature oltre i 40 gradi. Grazie a queste sue caratteristiche ha trovato nel bacino del Mediterraneo la sua casa europea. 

Per quanto riguarda l’Italia le regioni maggiormente popolate dalla pianta sono Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna. In virtù dell’elevato insediamento delle piante vantiamo il primato di essere il terzo Paese mondiale produttore di fico d’india dopo gli Stati Uniti e il Messico, nonché il primo in Europa.

Quando arrivò il fico d’india in Sicilia?

Il frutto venne importato in Sicilia dagli spagnoli intorno al sedicesimo secolo e trovò ben presto la sua collocazione alle pendici dell’Etna dove viene coltivato anche il pistacchio siciliano.

Attorno alla sua pianta ruotano diversi miti e leggende che puoi scoprire nel nostro articolo.

Grazie alle sue proprietà benefiche, così come in Messico, anche in Sicilia la pianta iniziò ad essere utilizzata nella medicina popolare siciliana. 

Dove si coltiva il fico d’india in Sicilia?

Nella zona centro orientale si distingue San Cono, prima città produttrice in Europa.

Nella zona dell’Etna le coltivazioni sono concentrate nei territori di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Militello e Paternò.

Nella zona sud-occidentale spiccano i comuni di Menfi, Montevago e Santa Margherita Belice.

Il fico d’india dell’Etna nel 2003 ha ottenuto il riconoscimento D.O.P. Questo riconoscimento, nel 2012, è stato attribuito anche alla città di San Cono in provincia di Catania come prima città produttrice di fico d’india in Europa.

Quante varietà di fico d’india esistono in Sicilia?

In Sicilia crescono quattro varietà di questa meravigliosa pianta e si differenziano per il colore della polpa dei frutti:

  • sulfarina: di colore giallo
  • sanguigna: di colore rosso
  • muscarella: di colore bianco
  • moscateddo: di colore arancione

La varietà più pregiata è il cosiddetto bastarduna ovvero il frutto tardivo che deriva dalla scozzolatura (e che si gusta nel mese di dicembre.

Qual è la stagione del fico d’india?

La prima fioritura avviene tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, ma per ottenere dei frutti più prelibati viene effettuata la scozzolatura. In pratica i fiori che nascono in questo periodo vengono recisi per lasciare spazio alla seconda fioritura che avviene tra settembre e dicembre. Applicando questa tecnica si riescono ad ottenere dei frutti di dimensioni maggiori e dal sapore più intenso. I frutti che si raccolgono dalla seconda fioritura, in dialetto siciliano, vengono chiamati fioroni, bastarduna o scuzzulati.

I fiori che vengono raccolti in seguito alla seconda fioritura, date le loro caratteristiche e dovuto al quantitativo minore hanno un valore di mercato più elevato.

Una volta raccolti i frutti vengono immagazzinati e per la loro commercializzazione ne vengono eliminate le spine. 

Come si dice fico d’india in siciliano?

In siciliano esistono tre termini per identificare il fico d’india a seconda della sua maturazione: bastarduna, scuzzulati e burduni. I primi due termini identificano i frutti maturi della seconda fioritura, mentre l’ultimo identifica i frutti della prima fioritura.

Come si chiamano le parti del fico d’india?

La pianta di fico d’india può raggiungere l’altezza di 5 metri. I suoi rami, ricoperti da glochidi a loro volta composti da piccoli aculei, sono chiamati pale o cladodi.

I fiori, da cui si sviluppano successivamente i frutti, crescono sulle estremità dei cladodi.

Quali sono le proprietà benefiche del fico d’india?

Sia i frutti, sia i fiori che le cladodi della pianta possiedono innumerevoli proprietà benefiche.

Il succo estratto dai cladodi nell’antichità e tutt’oggi viene utilizzato per lenire le infiammazioni cutanee e le ferite. 

I frutti sono ricchi di proprietà nutritive tra cui ferro, calcio, fosforo e fibre. Data la scarsa quantità di calorie sono degli ottimi alleati nelle diete dimagranti in quanto trasmettono all’organismo un senso di sazietà.

I frutti possiedono proprietà astringenti e sono anche ricchi di vitamina C.

Nella medicina contemporanea messicana fiori vengono impiegati per le loro proprietà diuretiche e per combattere la cistite. Nella medicina popolare siciliana in caso di coliche renali si consiglia di fare un decotto di fiori essiccati.

Una recente scoperta sulle proprietà benefiche del fico d’india è stata fatta al Dipartimento di Medicina di New Orleans dove è stato dimostrato che un’assunzione del frutto può diminuire gli effetti causati da un’intossicazione alcolica.

Date le sue innumerevoli proprietà il fico d’india viene utilizzato anche nella cosmetica in creme, shampoo e saponi.

Quando non mangiare il fico d’india 

Il frutto è fortemente sconsigliato per chi soffre di diverticoli intestinali. Un’assunzione eccessiva di fico d’india può portare ad un blocco intestinale. 

Come si mangia il fico d’india?

Il primo passaggio per ripulire i fichi d’india dalle spine rimanenti consiste nel prenderli, porli in uno scolapasta e muoverli sotto un getto d’acqua fredda. Per evitare di pungersi si possono utilizzare dei guanti. Per sbucciarli basterà incidere la buccia nel senso della lunghezza e rimuoverla con le mani o con l’aiuto del coltello.

Una volta sbucciati i possono essere tagliati a pezzi e mangiati freschi oppure utilizzati per creare numerose ricette.

Come si conserva il fico d’india?

Esistono diverse modalità per conservare il prodotto.

  1. in frigorifero:
    1. riporli in un contenitore di plastica o acciaio inox coperto da un panno inumidito
    2. riporli in un sacchetto per il sottovuoto
    3. avvolgere ogni frutto nella pellicola trasparente
  2. essiccati: una volta puliti occorre tagliarli a rondelle e cospargerli di zucchero di canna. Ogni giorno bisognerà girarli sul lato opposto
  3. marmellate e confetture

Ricette in cucina?

Oltre a creare marmellate e confetture il fico d’india può diventare il protagonista sia di ricette dolci che salate.

Se siete amanti del frutto o volete farvi avvolgere da un gusto intenso, da oggi sulle vostre tavole non potrà mancare il liquore al fico d’india Paesano. Dal gusto dolce e delicato è perfetto per accompagnare i vostri pasti.

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