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Carciofo siciliano: curiosità, benefici e impieghi 

Curiosità sul carciofo siciliano

Quali sono le origini del carciofo siciliano?

Le origini del carciofo siciliano sono incerte. C’è chi sostiene che sia arrivato in occidente grazie ai greci, ma l’origine del suo nome fa pensare che sia originario dei paesi arabi. Il nome, infatti deriva dalla parola araba خرشوف (kharshuf). 

La coltivazione del carciofo venne introdotta in Sicilia intorno al 1446 dove la pianta trovò nella parte sud-orientale dell’isola il suo clima ideale per prosperare. 

Grazie alla diffusione delle coltivazioni, l’Italia è divenuto il primo paese produttore e consumatore di carciofi a livello mondiale.

Numerose sono le leggende e le storie che hanno come protagonista il carciofo siciliano, scoprile leggendo il nostro articolo.

In quale periodo comprare i carciofi?

I carciofi si possono acquistare sia in autunno che in primavera in quanto ne esistono molteplici varietà caratterizzate da tempi di fioritura differenti.

Principalmente i carciofi si dividono in due grandi gruppi: uniferi e rifiorenti.

I carciofi uniferi possono essere acquistati da marzo a giugno mentre quelli rifiorenti vengono raccolti tra ottobre e novembre e da marzo a maggio.

Carciofi rifiorenti

Tra le varietà rifiorenti spicca il Carciofo Violetto Catanese. Questa varietà non presenta spine e le sue brattee sono prevalentemente di colore viola con alcune sfumature verdi verso le estremità dell’ortaggio. Dal sapore intenso e aromatico, questa varietà di carciofo, viene utilizzata in cucina sia cotta che cruda.

Risalendo lungo lo stivale troviamo il Carciofo Brindisino IGP, coltivato in Puglia da più di 300 anni. Le brattee esterne presentano un colore verde con sfumature violacee, mentre quelle interne sono di colore verde chiaro ma molto morbide e saporite; ideali per la preparazione di numerose ricette (Link ricette con carciofo).

Continuando la risalita dell’Italia, ci spostiamo in Sardegna dove viene coltivata la varietà Carciofo Spinoso di Sardegna DOP. Anche questa varietà non presenta spine e possiede un colore verde che sfuma nel violaceo.

Un’ultima varietà rifiorente è il Carciofo Violetto di Provenza che viene coltivato in Liguria. Come il Carciofo Violetto Catanese e il Carciofo Spinoso di Sardegna DOP, anche questa varietà non possiede spine, ma a differenza di queste ultime possiede un colore verde intenso.

Carciofi uniferi

Tra le varietà più rinomate, in primavera, oltre alle varietà rifiorenti si possono trovare anche: il Carciofo Romanesco del Lazio IGP, il Carciofo Violetto Toscano e il Carciofo Violetto di Chioggia.

Il Carciofo Romanesco del Lazio IGP è divenuto simbolo della gastronomia romana con le famose ricette dei carciofi alla giudia e alla romana. Questa varietà è caratterizzata dalle grandi dimensioni dell’ortaggio e presenta una colorazione che va dal verde al viola.

Le altre due varietà sono strettamente legate tra loro in quanto il Carciofo Violetto di Chioggia anche conosciuto con il nome di Carciofo Violetto di Sant’Erasmo nasce dal Carciofo Violetto Toscano. 

Il Carciofo violetto di Sant’Erasmo, nel tempo si è abituato alle condizioni climatiche venete e cresce esclusivamente nella laguna veneziana in quanto ha trovato in questa zona della regione le condizioni climatiche perfette per la sua prosperità.

Quante varietà di carciofo siciliano esistono? 

Oltre al carciofo violetto catanese in Sicilia si coltivano altre varietà di carciofo, una di queste è Carciofo Spinoso di Menfi le cui origini risalgono all’Ottocento. Nella città di Menfi 9000 ettari di terreno sono dedicati all’agricoltura di cui 600 di questi sono dedicati alla coltivazione del carciofo. 

Un’altra località molto nota per la coltivazione di innumerevoli varietà di carciofo è il comune di  Niscemi in provincia di Caltanissetta, terra del carciofo nostrale utilizzato per la produzione del nostro amaro al carciofo (link pagina amaro al carciofo). Nel 2022 il carciofo di Niscemi è divenuto Presidio Slow Food confermando il primo posto per l’Isola nella classifica delle regioni con il maggior numero di Presidi Slow Food. A differenza delle altre varietà, il nostrale, deve essere consumato nel giro di qualche giorno dalla data di raccolta in quanto tende ad appassire molto velocemente. 

Come si chiamano le parti del carciofo?

Come si mantengono freschi i carciofi?

Esistono due tecniche principali per mantenere freschi i carciofi.

La prima consiste nel tagliare l’estremità del gambo in obliquo e porli in un vaso d’acqua al fresco o in frigorifero.

La seconda consiste nel riporre l’ortaggio in frigorifero avvolto in un pezzo di carta inumidita. 

Come si dice carciofo in siciliano?

In Sicilia il carciofo viene chiamato cacòcciula, termine che comparve per la prima volta in un documento risalente al 1416. 

Il termine viene spesso usato nei modi di dire siciliani come sentirsi cacòcciula ovvero darsi delle arie.

Benefici

Quali sono i benefici del carciofo? 

I carciofi possiedono innumerevoli proprietà nutritive tra cui fibre, sali minerali, vitamine e cinarina. Nello specifico il ferro contribuisce a migliorare l’apporto di ossigeno alle cellule in quanto stimola la produzione dell’emoglobina. Il rame è una proprietà molto importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario, nervoso e cardiaco. La cinarina deriva dall’acido caffeico che determina il sapore amarognolo del carciofo. Questa sostanza è in grado di abbassare i livelli di colesterolo cattivo ma per poter trarre questa proprietà è necessario consumare i carciofi crudi.

Da queste componenti derivano gli innumerevoli benefici del carciofo. Primo tra tutti la sua funzione diuretica grazie alla presenza di potassio e cinarina che contribuiscono alla depurazione dei reni.

I carciofi sono antiossidanti: l’acido clorogenico è un ottimo alleato per combattere i radicali liberi e proteggere l’organismo dall’invecchiamento cellulare. Questa proprietà contribuisce anche a proteggere l’organismo dall’insorgenza di possibili tumori contrastando soprattutto la crescita delle cellule leucemiche.

Tra i suoi benefici, che puoi trovare nell’articolo pubblicato sul nostro sito,  vi sono anche la capacità di abbassare la pressione sanguigna e di contrastare la cellulite.

Quando non bisogna mangiare i carciofi?

In una dieta ben bilanciata è consigliabile l’assunzione di 2 carciofi due o tre volte a settimana preferibilmente alternandoli con le altre verdure di stagione.

Nonostante gli innumerevoli benefici derivanti dall’assunzione dell’ortaggio esistono anche delle controindicazioni.

Le prime sono rivolte a chi soffre di calcoli biliari in quanto l’assunzione di carciofi può peggiorare la patologia fino all’insorgenza di coliche molto dolorose.

Non devono essere assunti da chi soffre di allergia alle piante della famiglia delle asteraceae. L’assunzione di carciofi è inoltre sconsigliata durante l’allattamento in quanto può influire negativamente sulla produzione del latte materno.

Impieghi

Come pulire i carciofi?

Pulire i carciofi in 5 steps.

Per non sporcarsi le mani è consigliabile indossare dei guanti.

  1. prepare una ciotola con acqua e limone in cui immergere i carciofi una volta puliti per non farli annerire
  2. tagliare il gambo e la punta di 2-3 cm per eliminare le spine 
  3. eliminare le foglie più esterne fino ad arrivare a quelle più tenere
  4. tagliare il carciofo a metà ed eliminare la barba interna 
  5. riporre i carciofi puliti nell’acqua e limone preparata al punto 1

Una volta puliti i carciofi puoi prendere spunto dal nostro articolo per creare sfiziose ricette. 

Come utilizzare gli scarti del carciofo?

Dopo aver letto questo paragrafo, l’unico scarto del carciofo resteranno le spine. 

Le foglie e i gambi dell’ortaggio sono gli ingredienti protagonisti di numerose ricette. 

Con il gambo dei carciofi è possibile creare dei deliziosi snack, ottimi per accompagnare i nostri liquori. Per la loro realizzazione dovrai pelare il gambo, tagliarlo in bastoncini e farlo bollire per qualche minuto. Dopo che il gambo si sarà ulteriormente ammorbidito dovrai passarlo nella farina e friggerlo in olio d’oliva. 

Per un piatto più autentico e tradizionale come le ricette dei liquori Paesano puoi utilizzare foglie e gambi dei carciofi per fare un gustoso brodo vegetale. Per prima cosa dovrai fare un soffritto con olio e cipolla, prendere le parti del carciofo inutilizzate, sminuzzarle, unirle al soffritto e lasciarle cuocere per qualche minuto. Per un sapore più deciso puoi sfumare il tutto con dell’ottimo vino bianco. A questo punto basterà unire i carciofi passati in padella all’acqua e lasciarli bollire per circa un’ora. L’ultimo step consiste nel filtrare il brodo e passare i gambi e le foglie nel passaverdure per arricchire il brodo. 

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