Agroalimentare Italiano

A lungo abbiamo attenzionato l’industria agroalimentare Made in Italy, con particolare attenzione verso i mercati internazionali.
Ci hanno subito colpito i numeri di crescita anno per anno, come se negli ultimi 10 anni, gran parte del mondo ha scoperto che gli alimenti e bevande italiani si potessero esportare all’estero e fossero convinti che prima non si poteva.
Parliamo di crescita a doppia cifra ogni anno, con picchi di +25% nei paesi emergenti.
Il totale export ad oggi supera i 40 miliardi, e Federalimentare punta a quota 50 nei prossimi due anni.
E’ davvero fantastico scoprire quante innumerevoli opportunità aspettano il nostro bel paese all’estero. Ma come dicono gli esperi di Food Export, il Made in Italy non fa fatica a vendere, fa fatica a presentarsi.
Manca quella cultura aziendale tipica degli altri paesi, il senso di agire in rete, creare economie di scala, condividere strumenti e asset tipici dell’economia anglosassone.
Il nostro tessuto aziendale è infatti molto a trazione familiare. Moltissime volte i dipendenti non superano le 5 unità, e gli unici dati Export che si registrano in queste micro imprese, sono derivanti dal parente che risiede all’estero e che quindi si impegna in primis alle operazioni di Import.
Mancano gli esperti che riescono a promuovere queste aziende nel modo giusto e nei giusti mercati.
Per questo abbiamo pensato di creare Paesano, per sviluppare innanzitutto le nostre di competenze, e condividerle con le micro e piccole attività che producono nicchie di mercato quasi introvabili.
Vendere all’estero significa tantissimo per le aziende italiane, con ricadute positive sul territorio e perfino sul Turismo.
Per gli operatori del settore enogastronomico infatti, non è azzardato dire che Turismo e Agroalimentare vanno fortemente a braccetto.
All’aumentare di un settore, aumenta anche l’altro. Non a caso le regioni che esportano di più e che hanno più turisti sono il Veneto e la Toscana.
Questo succede perché i turisti internazionali, visitando i luoghi acqustano consapevolezza con i prodotti territoriali.
Nello stesso tempo, l’esportazione di quei prodotti territoriali in nazioni estere, spinge i consumatori di quelle nazioni, a visitare i luoghi che producono quei beni.
Se succede a noi con la birra bavarese e l’Oktoberfest, il cioccolato e la Svizzera, la paella e la Spagna, funziona anche con la nostra Italia!
Per questo chi fa Agroalimentare, sta facendo anche Turismo, senza esserne consapevole.

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